Firenze è legata alla sua immagine rinascimentale ma come ogni città può offrire delle location sorprendenti, è questo il caso della Manifattura Tabacchi, complesso edilizio di architettura razionalista, che dopo quasi due decenni di abbandono si trasforma in un centro di cultura e vita contemporanea destinato a ospitare la terza sede di Polimoda. Ed è proprio questo processo di riuso e ridefinizione, il fil rouge della sfilata 2018 dell’istituto fiorentino Polimoda, che ha presentato all’interno della sua nuova sede, una selezione di ventuno collezioni realizzate dagli allievi del corso di fashion design, in collaborazione con Sara Kozlowski, CFDA Director of Education and Professional Development, dal titolo “Separate collection” (raccolta differenziata), un gioco di parole sui temi della moda, della sostenibilità e del fashion upcycling. Un invito a riflettere sulla mancanza di identità che viene generata dal consumo eccessivo della società contemporanea. La sfilata è stata quindi una “lettera aperta” su svariati temi etici, sociali e ambientali.
Il tema dell’impatto ambientale affrontato da Anna Dorian con la sua collezione uomo "Stop f*cking with my animals"; punta il dito sulla politica degli Stati Uniti sotto l'attuale (negligente) governo. Le aree geografiche più colpite dal cambiamento climatico sono incise su capi dai colori vivaci, una collezione che attacca la crisi ambientale del nostro tempo.
Silvia Barcucci con la sua collezione “Mirabile ricordabile” pone al centro della sua ricerca l’abbigliamento battesimale, come rappresentazione del primo momento di formazione dell’identità. Con prodigiose forme di pizzo e una fusione di oggetti banali, la collezione mescola capi cerimoniali con l'abbigliamento sportivo tradizionale.
L'uso contemporaneo della religione è invece il tema della collezione donna "Biocentric" di Alessandra Montani. Per Alessandra dobbiamo lavorare per creare nuovi sistemi di credenze, uno stile di vita più consapevole. Gli abiti liturgici sono la base della collezione, arricchiti da stampe disegnate a mano che trasformano i paramenti religiosi in abbigliamento sportivo.
Gauhar Afroze Ali, sceglie di raccontare il suo viaggio nel nord del Pakistan, una zona al confine con la Cina, con la sua collezione uomo “Farsh-e-firashan” rattoppando tappeti da preghiera, arazzi, tessuti di lana e cotone, per evocare la fusione di tempo e culture. Un mosaico di tessuti e forme, la collezione rende omaggio allo spirito irrequieto e vagabondo.
Infine, Sakina Fuse con la sua collezione “Lavori in corso” si è ispirata alle divise multicolori indossate dagli spazzini in Italia, giocando con abiti vintage, coperte spaziali e tracce di streetwear per raccontare la sua esperienza di navigazione in una terra straniera.
Interessanti anche le parole di Danilo Venturi, direttore di Polimoda, che ritroviamo nel comunicato stampa dell’Istituto: “Attraverso il processo di riutilizzo e ridefinizione di abiti, materiali, luoghi e persino di noi stessi, possiamo restituire dignità a un possibile futuro per le generazioni future.”
La coda finale della sfilata non a caso è ambientata sulle note di “Drone Bomb Me” di Anohni, musicista di origini inglesi, residente negli Stati Uniti, che ha preso pubblicamente posizione contro l'ipocrisia dei governi riguardo al cambiamento climatico e alle guerre.
Ricordiamo infine il premio Polimoda “ The Best Collection 2018” a Giunia Guerrera con la collezione “Sentimental materialism”. Selezionata da una giuria composta da alcuni dei nomi più influenti della moda internazionale e guidata da Steven Kolb, presidente e CEO del Council of Fashion Designers of America, è chiamata a giudicare le collezioni e a decretare The Best Collection per il 2018. In giuria l'attore e designer Waris Ahluwalia (House of Waris), i fondatori di Diet Prada Tony Liu & Lindsey Schuyler, Christiane Arp (Editor-in chief, Vogue Germania), Burak Cakmak (Dean of Fashion, Parsons), Sam Cotton (Head of Menswear, Alexander McQueen), Natalie Gibson (Fashion Print Tutor, Central Saint Martins), Zaim Kamal (Creative Director, Montblanc), Olya Kuryshchuk (Founder & Editor-in- chief, 1 Granary), Jonathan Kyle Farmer (Professor & Chair MFA Fashion Design, Fashion Institute of Technology), Linda Loppa (Advisor Strategy & Vision, Polimoda), Antonio Mancinelli (Editor-in-chief, Hearst Magazines Italy), Bruce Pask (Men's Fashion Director, Bergdorf Goodman), Laudomia Pucci (Deputy Chairman & Image Director, Emilio Pucci), Martyn Roberts (Director, Graduate Fashion Week), Olga Sushko (Editor-in-chief, Vogue Ukraine), An Vandevorst & Filip Arickx (Founders, AF Vandevorst), Riccardo Vannetti (Tutorship Director, Pitti Immagine).
Credits
- Photo collections: Giovanni Giannoni
- Atmosphere photo: Federica Fioravant
