“Che l'importanza sia nel tuo sguardo, non nella cosa guardata!” – André Gide, Premio Nobel per la letteratura
Separate Collection è il titolo dell'evento Polimoda andato in scena lo scorso 12 giugno a Pitti Uomo 94 a Firenze. Un gioco di parole che diventa trait d’union tra moda e sostenibilità. I ventuno studenti (tredici di menswear) coordinati dal direttore Danilo Venturini mandano in passerella materiali recuperati e rigenerati trasformati in oggetti del desiderio contemporanei e adornamenti di fantasia. È il gioco della provocazione atto a stupire e divertire, sedurre e catturare lo sguardo attento di chi guarda… sempre con un preciso spunto di riflessione.
Come al solito, ne abbiamo scelti 6, i nostri preferiti.
Gauhar Afroze Ali - #beyondtheboundaries
È una collezione sensoriale, indotta da un viaggio in Pakistan (lì i confini del paese sconfinano nel territorio cinese). È un tributo spirituale a una terra difficile e piena di contraddizioni dove le rigide strutture delle forme sono ammorbidite dai tessuti policromi.

Andrea Delorenzi – #surgical
Chi non ha mai giocato a L'allegra chirurgia? Il designer fa rivivere quell'esperienza infantile mettendo tutti gli "strumenti del mestiere" in passerella. Il kit medico-paziente si trasforma in una collezione streetwear, fortemente legata al trend del momento.

Erica Bergamaschi – #contradictions
È una collezione schizofrenica e divertente. Erica gioca con noncuranza con l'atavica separazione delle classi sociali. Il suo uomo è metà Grande Gatsby e metà costruttore della ferrovia transcontinentale. Indossa abiti sartoriali e tute da lavoro, sacchi di gesso e gessati.

Anna Dorian – #putthepoint
È un messaggio diretto e chiaro. Con una collezione esagerata di volumi, colori e contrasti, Anna sfida assurdamente l'umanità che produce inquinamento e cambiamenti climatici. È una collezione che colpisce la crisi ambientale del nostro tempo.

Sakina Fuse – #freshnostalgia
Si ispira all'uniforme degli spazzini fiorentini la collezione della giovane designer giapponese. Anche in questo caso, il riferimento all'universo streetwear è evidente ma stemperato da stampe leggermente nostalgiche... tenero legame con la sua terra d'origine.

Veronica Spampinato – #bamboccioni
Come dichiarato da Veronica, la collezione si ispira alla figura italiana dei “bamboccioni”: adulti che restano a casa con i genitori anziché cercare la propria indipendenza. Giovani adulti sfilano in passerella indossando impeccabili abiti sartoriali o pantaloncini da bambino. È una perversione maliziosa capace di stuzzicare l'intelletto, proprio come un gioco d'infanzia.

